La prima cosa che mi viene in mente pensando ad Alma nell’ ultimo mese direi che sono… gli spaghetti! Li abbiamo introdotti proprio un mesetto fa e devo dire che sono stati un successone, con il sugo al pomodoro, con le verdure, con il parmigiano, comunque glieli si presentino vanno via che è un piacere. Si certo, dopo che Alma ha finito di mangiare occorre fare la doccia e chiamare l’ impresa di pulizie ma è veramente un piacere vedere come si avventa sul piatto ogni volte che ci sono gli spaghetti. continua…
La festa del papà
Un aforisma di Reed Markham recita cosi:
“Essere un buon padre è come farsi la barba, non importa quanto bene l’ hai fatta oggi, dovrai rifarla anche domani.”
Forse è per questo che porto la barba da anni! Scherzi a parte, in giornate come queste vien voglia di fermarsi e ruflettere sull’ essere padre, non troppo mi raccomando, qualcuno potrebbe prendersi troppo sul serio e questo renderebbe tutto un po’ più complicato. continua…
Sabato da papà
Salute permettendo, da qualche sabato abbiamo ricominciato ad andare in piscina. Abbiamo preferito fare una pausa nei mesi autunnali, in pratica abbiamo saltato la sessione di settembre. Nonostante l’ amore per acqua infatti, Alma mi sembrava un po’ annoiata, pigra, quasi svogliata. Nulla a che vedere con l’ entusiasmo per il mare, ecco perché abbiamo pensato di non insistere fin da subito dopo le vacanze. La prima uscita di quest’ anno è stata sulla falsariga dell’ anno scorso, entusiasmo sotto i tacchi e tanti cari saluti. continua…
Giochi
Sono giunto alla conclusione che comprare giochi ad Alma equivalga a comprare un gratta-e-(non)-vinci, dove per vittoria si intende il divertimento. Va bene così, anzi, probabilmente si tratta di un risparmio non indifferente, conosco bambini che hanno montagne di giochi, più ne hanno e più ne chiedono, per noi non è così e di certo non perché siamo genitori rigidi. continua…
A cena con nostra figlia
Qualche sera fa io e Simona siamo usciti a cena con nostra figlia, non è una cosa facile, si sa come sono i bambini, si fa fatica a tenerli a tavola, poi corrono in giro, disturbano e finiscono con il non mangiare un bel niente, ma noi problemi di questo genere non ne abbiamo, non con Lei almeno. In effetti io e Simona siamo usciti per andare a mangiare un sushi in un posticino tanto carino quanto buono e intimo ma una volta giunti sul posto, ecco la sorpresa, chiuso per turno settimanale. Poco male, nel giro di pochi minuti abbiamo deciso “A Lei piacciono tanto i wurstel, perché non andiamo al Kapuziner?” “Ma si dai, usciamo a cena con la nostra bambina!” continua…