Qualcosa che non va

C’ è qualcosa che non va.

Se le scuole sono chiuse e i negozi sono aperti c’ è qualcosa che non va, se le scuole sono chiuse ma la gente è “costretta” ad andare a lavorare c’ è qualcosa che non va, se le scuole sono chiuse ma la gente può prendere tranquillamente i mezzi c’ è qualcosa che non va. Cosa c’ è che non va? La nostra società, basata basata solo ed esclusivamente sull’ oggi (il lavoro) e talmente miope da non capire l’ importanza del domani.

La scuola chiusa potrebbe anche starci per carità, non dico che debba restare aperta a qualsiasi costo, dico però che dovrebbe essere l’ ultima cosa da chiudere e quando dico l’ ultima dico che vorrei vedere in giro per Milano SOLO ED ESCLUSIVAMENTE studenti ed insegnanti per un mese, non turisti, gente a passeggio, gente che esce a comprare una bottiglia d’ acqua alla volta, ragazzi che organizzano feste in casa, gente che “E ma io lavoro” e valanghe di persone, ognuno con la sua brava scusa.

In Francia le scuole sono aperte, gli studenti devono sottoporsi a tamponi settimanali, qui da noi le scuole sono state chiuse punto, anche quelle in cui non ci sono stati casi o ci sono stati 1 o 2 casi dall’ inizio dell’ anno. Un po’ come se chiudessimo tutti gli uffici postali, o le banche o gli uffici privati. Voglio dire, nel caso in cui in un ufficio postale ci siano dei contagiati si chiuderà quell’ ufficio o quell’ attività commerciale per il tempo necessario, non tutti gli uffici della regione o del paese!

Ho la netta sensazione che ad oggi sia scattata una sorta di “O noi o loro”, dove il NOI sono il lavoro e il LORO sono gli studenti, ma questa visione è sbagliata perché al lavoro dovrebbe sopperire lo Stato mentre per gli studenti quello che va perso è irrecuperabile, un ristorante che non può lavorare è un dramma a cui lo Stato deve porre rimedio con dei sussidi (non con dei prestiti!), ma quando riaprirà continuerà a fare lo stesso lavoro di prima ma uno studente che perde due anni di scuola quando tornerà in classe che farà? Riparte da dove si era finito? Certo che no, si va avanti con la DAD e quello che è fatto è fatto, provate voi a costruire con questo spirito una casa… la stessa casa in cui abiterete, fa paura vero? A quanto pare non abbastanza!

Tutto questo al netto dei problemi di natura logistica, tradotto, con chi stanno i figli? Nonni? Ah già la vecchia cara colonna su cui si basa il welfere di questo paese, i famosi casi da tutelare… bel modo di tutelarli! Baby sitter? Ecco, quando sento questa proposta mi cadono le… braccia, cioè, io dovrei prendere e trovare una sconosciuta (io non so poi questa persona dove va e con chi si relaziona) che abbia voglia di andare a casa di sconosciuti (cosa ne sa lei di dove andiamo e cosa facciamo noi genitori mentre non siamo a casa?), e pagarla di tasca nostra? Già perché la novità dell’ ultima ora è che se ci saranno dei bonus saranno solo per categorie particolari tipo forze dell’ ordine, operatori sanitari e via dicendo, quindi riassumendo io dovrei andare a lavorare per poi dare il mio stipendio ad una persona per stare coi miei figli perché io devo andare a lavorare… NO COMMENT!

Ma vogliamo parlare di chi fa smart working? Voi mangereste in un ristorante dove il cuoco mentre cucina deve assicurarsi che il proprio figlio stia facendo bene la didattica a distanza, banalmente che ci sia la connessione o che il bambino, magari alle elementari non abbia particolari problemi? No, la risposta è no, io quando vado al ristorante mi aspetto che il cuoco faccia il cuoco e basta.

E per finire un paio di notizie che faranno sicuramente piacere a molti genitori in ottica “da qui a fine anno”, 1- Al momento non esistono vaccini per i minori 2-Secondo l’ ultimo decreto è prevista la possibilità di prendere il congedo retribuito (al 50% per chi può!) per stare a casa coi propri figli fino al 30 giugno. Ecco, adesso cari genitori siete liberi di credere che dopo pasqua i nostri ragazzi e le nostre ragazze torneranno a scuola!

One thought on “Qualcosa che non va

  1. Ciao, la situazione è purtroppo drammatica e la sensazione che ho, come te, è che siamo abbandonati a noi stessi, nonostante tutto. Una situazione del genere è grottesca e come genitore (positivo al Covid ahimé in questo periodo) rimanere dentro casa a gestire una DAD, andare avanti, controllare il più piccolo che fa le scorribande e tutto il resto è dura. Aiuti? Si, nei limiti, ma è dura.
    Credo che le fondamenta della nostra nazione siano ancora da costruire e non siano sicuramente improntante alla famiglia, fa male e mi dispiace dirlo. Non c’è la cultura della famiglia, il fondamento dello Stato, il diritto sacrosanto e inalienabile che fa crescere una nazione che valga la pena di essere chiamata tale.
    Scusa se mi sto sfogando con questo commento, ma la malattia di questo paese ogni tanto riaffiora nei miei pensieri e trova libero sfogo in parole cariche di amarezza.
    Nonostante tutto teniamo duro, andiamo avanti per la nostra strada e proviamo a fare qualcosa nel nostro piccolo. Sono piccoli passi, ma magari tra anni (millenni!) questi piccoli passi ci faranno scalare le montagne. La voglio pensare così!
    Un saluto

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