Ultimo giorno di nido

Con oggi si conclude un’ avventura iniziata più o meno sette anni fa, oggi è l’ ultimo giorno di Sole al nido o almeno è l’ ultimo giorno in quel nido, nel “nostro” nido. Non è facile riassumere in un post l’ insieme di emozioni che ci hanno accompagnato per tutto questo tempo.

Iniziamo con un po’ di numeri, tre figlie, una diversa dall’ altra, una decina di maestre, una più brava dell’ altra, sette anni, come già detto, durante i quali Maia, Alma e Sole si sono date praticamente il cambio, tanti genitori conosciuti in questi anni, con qualcuno siamo rimasti e rimarremo (spero) in contatto.

Ma i numeri non possono trasmettere il calore e l’ affetto ma anche la preparazione e la professionalità delle educatrici che ci hanno accompagnato in questo percorso. Le maestre si sono dimostrate in questi anni delle vere e proprie partner indispensabili per la crescita e la formazione di quanto abbiamo di più prezioso, le nostre bambine. Non solo, sono state fonte di riflessione, di confronto e di aiuto nel comprendere i cambiamenti delle nostre figlie durante la loro crescita.

Ricordo quando visitammo il nido la prima volta, sette anni fa e ricordo come ci convinse fin da subito, una sensazione avvolgente, fatta di fiducia, non sentimmo il bisogno di vederne altri e anche nei mesi e negli anni seguenti mai e poi mai ci siamo posti il dubbio riguardo alla struttura. Il motivo di tanta fiducia? Semplicemente le nostre bambine! Sono sempre state bene, la loro felicità, la loro complicità, il loro voler andare tutti i giorni al nido con entusiasmo ci hanno fatto capire che lì si stava bene, che le nostre piccole crescevano bene, felici e contente e scusate se è poco!

Negli anni poi abbiamo assistito ad un lento ma costante cambiamento e in qualche modo miglioramento delle attività, dei progetti, sempre nuovi e mai scontati.

Mi ricordo la prima (e purtroppo unica) recita di Maia, ricordo la vicinanza e l’ affetto ricevuti nel momento più buio della nostra vita, ricordo la partecipazione alle gioie legate agli arrivi di Alma e Sole, la felicità quando abbiamo scoperto che Alma era stata presa nello stesso nido della sorella maggiore, ricordo i primi mesi di Sole e i problemi di convivenza con Alma. Ricordo i raffreddori, i pannolini, le creme, i lavoretti, i passeggini, i giochi, le feste, il cortile, le riunioni, le lacrime, le risate, i giorni di pioggia e quelli di sole, ricordo un bel posto dove far crescere le proprie figlie, ricordo che Loro, prima di noi, sono state bene.

E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia” No aspetta, quello era un altro film!

Scherzi a parte, la cosa buffa è che Alma e Sole presto o tardi dimenticheranno questi anni e noi genitori diverremo unici custodi di questo periodo unico e irripetibile.

“Ma allora perché avete cambiato?” Perché purtroppo il tempo passa e le situazioni cambiano, abbiamo una scuola materna a 100 metri da casa ed è lì che vogliamo vadano le nostre bambine, dove vanno adesso significa essere obbligati a prendere la macchina e anche la nonna ha la sua età. Certo, oggi va tutto bene ma domani? Noi dobbiamo pensare in prospettiva e rimanere in questa situazione per altri quattro anni, troppi.

L’ anno prossimo saremo certamente più comodi, spero solo che le educatrici siano all’ altezza delle “nostre”!

Grazie Francesca (tutte e due!), grazie Adriana, grazie Alexia, grazie Chiara, grazie Isabel, grazie Bea, grazie Lalla, grazie Federica, grazie Giulia, grazie Ubaldo (il mitico cuoco!!!!), grazie Paola (pedagogista che ci ha aiutato con preziosi consigli), GRAZIE GRAZIE GRAZIE!

One thought on “Ultimo giorno di nido

  1. Solo chi ha attraversato il Giardino dei Navigli può capire quante lacrime si possano versare a lasciarlo e quanti sorrisi si aprano sul viso e nel cuore al ricordo delle esperienze che lì si sono vissute nel tragitto che percorriamo con i nostri figli.
    Quando le nostre bambine erano tutte lì, insieme, Io avevo la sensazione che crescerle fosse in qualche modo più semplice o comunque ci fosse un pezzo di vita, la nostra, realmente condivisa, con delle maestre fantastiche e con altri strepitosi e al contempo normalissimi (nel senso positivo del termine…) genitori. Credo che tornerò a vivere in zona Navigli e farò un altro paio di figli per poter percorrere di nuovo l’Alzaia Naviglio Grande con il cuore pieno di speranza, si amore, di fiducia e e di gioia (o almeno mi piace sognare che lo farò). Un bacio amici e un bacio alle maestre più brave del mondo

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