La domenica è sacra in casa Ticozzi, io ho anche cambiato lavoro per onorare questo giorno della settimana, il motivo è quello di sforzarsi il più possibile di avere un punto fermo, una giornata da vivere tutti insieme, dico sforzarsi perché al giorno d’ oggi e con l’ aria che tira a volte verrebbe la tentazione di lavorare anche di domenica, magari una ogni tanto poi si vedrà, NO, noi tempo fa abbiamo deciso che la domenica sarebbe stata comunque dedicata alla famiglia, salvo eccezioni.
Ecco, domenica è stata una di queste eccezioni, Simona ha dovuto lavorare tutto il giorno, sapevamo sarebbe successo prima o poi, eravamo preparati e quindi io e Alma ci siamo goduti una bella e intera giornata tutta per noi. continua…
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10 ragioni per cui avere dei figli è come giocare a Monòpoli
10 ragioni (più una) per cui avere dei figli è un po’ come giocare a Monopoli:
- Numero giocatori: Si gioca da un minimo di 2 ad un massimo di 6 giocatori… ci stiamo lavrando grazie!
- Imprevisti: coliche, febbre, raffreddore, diarrea, cadute, capricci… e mi fermo qui che è meglio.
- Probabilità: un po’ l’ opposto degl’ imprevisti, probabilità di far felice tuo figlio, probabilità che una vacanza fili via liscia, probabilità di prenderti delle soddisfazioni come genitore, probabilità… appunto!
17 mesi (nano a chi?)
Uno dei modi più classici per riferirsi ai figli piccoli è quello di chiamarli “nani”, ed effettivamente guardando la foto qui a fianco se ne capiscono i motivi.
L’ ultimo mese è sicuramente stato caratterizzato dalle parole, ormai Alma è in possesso di un proprio piccolo vocabolario, forse non lo padroneggia ancora perfettamente ma cresce di giorno in giorno.
La parola in qualche naniera mi ha sempre affascinato, se il camminare viene in qualche modo spontaneo o quantomeno si può intuire che l’ essere umano sia fisicamente fatto per camminare, la parola è un po’ diversa, trovo la cosa meravigliosa, prima il classico “mamma” poi tutta una serie di vocaboli continua…
Maia a Milano Marittima
Quella di oggi è una foro particolare e come sempre contiene una storia, una vacanza a Milano Marittima nel 2010. Lo scatto in questione non è mio e neanche della mamma bensì di un fotografo professionista che si aggirava sulla spiaggia e una volta individuati dei soggetti (solitamente madri e bambini), ed essersi presentato, partiva all’ arrembaggio fotografando a tutto spiano, sul momento ricordo anche di non aver preso bene la cosa, primo perché sentivo puzza di fregatura e secondo perché per quanto gentile e professionale fosse il fotografo era pur sempre un estraneo che stava facendo delle foto a mia figlia. Il giorno seguente la seconda parte, quella concreta, del suo business, in pratica arriva e ci mette davanti buona parte degli scatti già perfettamente stampati su carta lucida formato 15×21 e devo dire che un conto è scattare delle foto e rivederle su uno schermo e un conto è avere tra le mani la foto vera e propria, bravo! (o furbo!) bell’ idea, continua…
L’ ombelico
La scoprta fatta negli ultimi giorni è di quelle veramente notevoli, Alma ha scoperto nientepopodimeno che l’ ombelico! Ebbene si, complice il caldo la mamma ha optato per un abbigliamento più leggero, niente body e quindi la possibilità da parte della piccola di esplorare il proprio corpo, la conseguente scoperta e un espressione fra il sorpreso e il divertito, qualcosa tipo: “Hei, hai visto cos’ ho io qui?!” Il tutto ovviamente indicandolo giulivamente senza sosta. Nei giorni seguenti la preziosa scoperta ha fatto il giro dei vari nonni, amichetti, maestre, il vicinato, si insomma il (suo) mondo intero, come è giusto che sia. Cosa rappresenti l’ ombelico o se Alma sia in linea con la sua età lo lascio dire volentieri a queli bravi, per me la cosa simpatica è che si tratta di un altro pezzetto di quel fantastico puzzle che è il suo corpo, ormai Alma sa benissimo dove sono testa, mani, piedi e adesso anche l’ ombelico.