Recentemente mi è capitato di leggere una battua, una frecciatina se vogliamo, che più o meno suonava così: “Ai tempi della pellicola col cavolo che fotografavi i piatti al ristorante…”, molto vero, quando scattare foto significava impressionare una pellicola per poi aspettare di stampare (il tutto a pagamento ovviamente), prima di vede il risultato e solo allora toccare con mano i propri errori, sembra passata un era geologica, oggi esistono dei social fatti apposta per le foto (instagram tanto per non fare un esempio), e comunque si fotografa tutto, ma proprio tutto e anche di più, Alma e Maia hanno raccolto più foto di me, mia moglie, mia madre e mio padre in tutta la nostra vita, il bello del progresso! continua…
Author Archives
Salvate il soldato Alma
Salvate il soldato Alma, le giornate di Alma, da qualche tempo a questa parte, sono diventate, se possibile, ancora più avventurose, sarà la sua naturale esuberanza, sarà la voglia di divertirsi, sarà quel che sarà, sta di fatto che mia figlia, molto semplicemente, non vede il pericolo, è incoscienza allo stato puro!
L’ altro giorno eravamo al parchetto, ha insistito per andare sullo scivolo grande, una sorta di tunnel di un materiale plastico molto scivoloso, forse troppo visto che ad un certo punto cercando di alzarsi in piedi è scivolata cadendo di faccia, una botta mica male, io pur essendo ad una spanna non ho potuto fare nulla se non prenderla subito in braccio e portarla alla fontanella fra le lacrime per sciacquarle il labbro inferiore da cui usciva un rivolo di sangue, dopo esattamente tre-minuti-tre voleva tornare su quello stesso scivolo! continua…
Try walking in my shoes
Ci sono cose che mi hanno sempre affascinato, una di queste sono i detti, i modi di dire (non i luoghi comuni!), che sono spesso intraducibili o che proprio nella traduzione racchiudono il senso del discorso e allora ecco che l’ italiano “prova a metterti nei miei panni” in inglese diventa “try wolking in my shoes”, che letteralmente sarebbe “prova a camminare con le mie scarpe” e Alma pare aver preso la cosa molto sul serio.
La cosa, oltre che farmi sorridere, mi ha anche portato ad una riflessione, spesso e volentieri noi obblighiamo i nostri figli a “camminare con le nostre scarpe”, esigiamo che bambini alle prese con la cosa più bella, la scoperta quotidiana del mondo che li circonda, camminino con scarpe di parecchi numeri più grandi, dando per scontate tante, troppe cose, cose da adulti poi, non cose da bambini. continua…
I nuovi(?) padri
Qualche giorno fa ho letto un articolo nel blog al femminile del Corriere della sera, molto interessante e ricco di spunti ma contenente, a mio avviso, qualcosa di molto simile al peccato originale che riguarda molti padri di oggi, come scritto nel mio commento, il bisogno di “etichettare” l’ evoluzione del ruolo paterno con termini come “nuovi”, “materni” o “moderni” cela un gap culturale molto radicato in Italia.
Al mio commento è seguita poi la replica della vicedirettrice Barbara Stefanelli che rivendicava (giustamente) la novità della situazione, questo post rappresenta una riflessione di più ampio respiro in merito, senza essere in alcun modo polemico, rinnovo infatti i complimenti a Giovanna Pezzuoli e Maria Luisa Villa per l’ articolo in questione. continua…
Mamma, acqua, è mio!
Ieri sera mi sono addormentato con tre semplici parole nelle orecchie, MAMMA, ACQUA ed È MIO, non perché mi stiano particolarmente simpatiche bensì perché ormai sono giorni che Alma continua a ripeterle ossessivamente, ma riferite a cosa?
- MAMMA: Quando Alma
dice, urla “MAMMA” può essere riferito alla sua mamma ma anche al papà o semplicemente a qualcosa che le sta particolarmente a cuore, qualcosa che per lei ricopra la stessa importanza della mamma, non so se mi spiego, se vuole cambiare stanza piagniucola un “Mamma” e con la mano indica la direzione, quando un gioco suscita il suo interesse, diventa automaticamente “Mamma”.