11 Gennaio

Come dico sempre quando si parla di lutti, è difficile trovare le parole, è difficile per tanti motivi e al giorno d’ oggi pare sia ancora più difficile, ma quest’ anno vorrei sottolineare un’ aspetto che fa parte dell’ elaborazione del lutto, un aspetto spesso trascurato, le parole appunto.

Le parole sono difficili ma il gesto di provarci è sempre molto gradito, mi si creda, la cosa peggiore è il silenzio, il girarsi dall’ altra parte, lo svilimento del dolore è sempre (ripeto, SEMPRE), visto male e con fastidio, negli anni non ci siamo fatti mancare niente, da quelli che pensano che il dolore passi col passare del tempo a quelli che se ne dimenticano o colpevolmente fanno finta di niente e a quelli che parlando di Maia commentano o infilano un “Si vabè…”

No, non vabè, non vabè per niente perché quando succedono certe cose la vita come la si è conosciuta fino a quel momento non esiste più. Nel momento in cui un dottore, con tutta la calma ed il tatto possibili ti fa sedere e ti dice che tua figlia, la stessa bambina con cui tu hai giocato per tutto il pomeriggio non c’ è più, niente è o potrà essere come prima. Il tempo si ferma, lo spazio assume una forma diversa, anche i colori e i sensi cambiano. Col tempo si impara a convivere con questa assenza, un po’ con l’ aiuto di qualcuno che si offre di condividere il nostro fardello e un po’ da soli, perché purtroppo è solo dentro se stessi che si possono trovare le forze per rialzarsi.

Io voglio ringraziare tutte quelle parsone che mi mandano un messaggio, che hanno o avranno un pensiero per Maia e per noi oggi e voglio rassicurarli, non sarà vano e aiuterà a sopportare il peso di questa mancanza, saranno come lacrime nella pioggia ma di lacrime e di pioggia ci si può anche dissetare… l’ anima, almeno per un po’.

Grazie

6 thoughts on “11 Gennaio

  1. Mi viene come sempre da piangere, per il bene che vi voglio bene, per quanto siete meravigliosi e per quanto deve esserlo stata la piccola Maia e voi con lei. Avrei voglia di abbracciarvi tutti. Per tutti intendo tutti e 5. Perché per noi, che pure non abbiamo conosciuto la vostra prima bambina, siete 5 e tu e Simona i genitori di 3 figlie. Ci mancate.
    Vediamoci presto, amici cari.
    Con tutto l’affetto che ho nel cuore
    Veronica

  2. Caro Luca ogni volta che leggo un tuo post su Maia mi commuovo e mi sento ribaltare.. percepisco tutta la tua umanità, l’essere indifesi davanti a un evento così devastante e inspiegabile come la morte di un figlio … ma voglio dirti anche che tu hai una marcia in più riesci a parlarne, sei diretto, schietto … Sento, nonostante tutto, anche un amore immenso verso questa vita dandole una seconda, terza possibilità… tu e Simona siete persone speciali piene di umanità e immensa forza di reagire, un esempio concreto per tutte e tre le vostre figlie e per chi ha la fortuna di conoscervi…anche solo leggendovi!!! Rita

  3. Ciao Luca,
    é difficile trovare le giuste parole per descrivere quelle che riesci a trasmettere quando scrivi. Ti posso solo dire che da quando ho letto il tuo post “Maia e le foglie” non ho più sgridato le mi bimbe quando in autunno si precipitano su un cumulo di foglie. Quindi grazie Maia e grazie Luca.
    Un abbraccio
    Lorenzo

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