Cambiamenti/2

Se nell’ articolo precedente ho parlato dei cambiamenti di Alma e Sole in questo vorrei riflettere sul Mio di cambiamento. Si perché se dicessi di essere lo stesso uomo di qualche anno o semplicemente di qualche mese fa mentirei a me stesso. Ma facciamo un passo indietro, il cambiamento credo sia compagno fedele dell’ elasticità e se sei genitore l’ elasticità è necessaria in grande quantità ed è così che si chiude il cerchio.

Voglio partire da ancora più lontano però, con episodi che nulla hanno a che fare con la genitorialità per approfondire il mio ragionamento. Anni fa decisi di fare un bel giro in bici sulla Martesana (uno dei navigli superstiti di Milano) e ad un certo punto mi trovai quasi per caso sotto casa di un vecchio compagno di classe delle superiori, un amico con cui avevo condiviso gli ultimi anni di una carriera scolastica tutt’ altro che brillante. Sta di fatto che una volta giunto sotto casa sua ebbi l’ idea di citofonare, dopo qualche secondo di attesa mi rispose Lui e in men che non si dica scese di casa. Ci rimasi male, era scesa la stessa persona che non vedevo da ormai un lustro o anche più e quando dico la stessa persona intendo dire una persona che era rimasta ai tempi della scuola o poco di più e la sensazione fu tutt’ altro che piacevole. Il perché? Non saprei, forse a qualcuno piace crogiolarsi guardarsi alle spalle ma non è il mio caso o forse in quel momento mi disturbò trovarmi davanti al me stesso di qualche anno prima, non saprei ma di certo ricordo che feci di tutto per porre fine a quella parentesi più in fretta possibile e al tempo stesso imparai una lezione preziosa, il passato va lasciato dov’ è!

Tornando all’ essere genitore, posso affermare che il mio cambiamento è netto in molti casi e sfumato in altri, la pazienza ad esempio, mi rendo conto essersi consumata in modo pressoché totale ma posso garantire che c’ è stato un tempo in cui la pazienza era una delle mie virtù. Altri aspetti, inizialmente marcati, si sino via via sfumati, penso ad esempio alle rigidità che potevo avere con Maia mentre con Alma e soprattutto con Sole mi sono un po’ ammorbidito. Ricordo perfettamente che con Maia e i primi tempi con Alma ero estremamente protettivo nei loro confronti, col passare del tempo ho imparato ad osservare prima di intervenire e nel caso anche aspettare che Alma (e Sole) si arrangino da sole, sono giunto alla conclusione che la strada migliore sia quella in cui se la devono cavare da un po’ da sole, sempre sotto la mia supervisione (quando possibile ovviamente).

Ma il cambiamento va, almeno per quanto mi riguarda, ancora più in profondità, non è un discorso di anagrafe sia chiaro, bensì un discorso di stimoli, Alma e Sole me ne forniscono, altre situazioni no o almeno non più. Certo, mi piacerebbe fare qualcosa in più con mia moglie, magari un cinema ogni tanto, ma per il resto non mi manca niente. Amici, aperitivi, brunch, serate, nottate… ogni tanto ci provo, mi sforzo ma la verità è che guardo le mie bambine e penso di avere al mio fianco tutto quello di cui ho bisogno. O forse è arrivato per me il momento di ritirarmi, alla veneranda età di 45 anni credo di potermelo anche permettere e se ci aggiungiamo che potrei tranquillamente scrivere un libro intitolato “Un aperitivo lungo dieci anni” direi che il perché e il percome di tale cambiamento è abbastanza chiaro.

Un altro cambiamento che ho notato è che… sono stufo di cambiare pannolini! Si lo so, detto così suona un po’ male, no, il problema non sono i pannolini in se (ne cambierei per altri vent’ anni se ce ne fosse bisogno), il problema è che voglio stare con le mie ragazze, voglio accompagnarle, voglio crescere con loro, voglio “leggere” il capitolo successivo e dopo, praticamente, otto anni, si, sono stufo di cambiare pannolini!

8 thoughts on “Cambiamenti/2

  1. C’è chi ha paura di cambiare, c’è chi invece accetta di cambiare. Ho molti amici, con figli, che mi sembrano ritornati agli anni dell’università. Serate, bevute, etc.! Chi invece di figli non ne ha mi sembra che siano rimasti agli anni dell’università senza accorgersi che ormai il tempo passa inesorabile anche per loro. Io mi godo la mia famiglia, ed ormai per me le “serate” sono i pigiama party con le mie figlie, e le “nottate” sono quelle che si passano in bianco per i mille risvegli notturni delle bimbe. Concordo con te anche il fatto che dopo 7 anni sono stanco anche io di cambiare pannolini.

    • Ciao Lorenzo, io la penso esattamente come te, credo che ogni cosa abbia il proprio tempo però l’ argomento è assolutamente interessante e sono convinto meriti un approfondimento, io mi sentirei anacronistico a condurre un certo tipo di vita ma d’ altro canto vedo che ci sono genitori che riescono a mantenere intatta la loro voglia (o il loro bisogno), di condurre un certo tipo di vita. Non sta a me giudicare e me ne guardo bene anzi però è certamente un argomento interessante che merita un approfondimento. Grazie e a presto!

    • Ma poverini, adesso mettiamo in discussione pure chi non ha figli. Ma chi non ha figli è giusto che passi il tempo come meglio crede. Cosa devono fare, rimanere a casa a fare l’uncinetto o le parole crociate?
      Per i genitori invece, un conto è essere padre di 1 figlio, un conto di 2, un conto di 3. Nel primo caso, se si trova il tempo, e se si ha ancora il fisico per fare le serate o le bevute, bene cosi dai. Che di tempo per invecchiare c’è sempre.

      • Ciao Fabrizio, grazie per la tua risposta, ognuno è libero di fare ciò che meglio crede, l’ importante è star bene con se stessi. Chi non ha figli è ancora più libero di occupare il proprio tempo come meglio crede, se lo desidera, anche se non ti nascondo (ma qui siamo nel campo delle esperienze prettamente personali) che mi è successo di trovarmi, a quarantacinque anni in determinate situazioni, tipo discoteca o locali iper-affollati in cui mi sono chiesto “Ma che ci faccio qui?” E non credo dipenda dall’ essere padre.
        Questo fa di me un vecchio? Boh non saprei, credo di no, una cena in compagnia mi fa sempre piacere, così come una serata al pub ma non credo sia questo il punto. Facciamo un esempio, quando ebbi la mia prima figlia in qualche maniera continuai ad avere una vita sociale fatta di uscite più o meno a livello settimanale, poi è successo quello che è successo e col passare del tempo io sono cambiato, magari ci sono state volte in cui mi è pesato non uscire con gli amici ma al tempo stesso ricordo benissimo di aver trascorso serate talmente noiose da farmi pensare: “Mi sarei divertito di più a casa con mia figlia…”
        Il titolo dell’ articolo è CAMBIAMENTI proprio in questo senso, almeno per quanto mi riguarda. C’ è poi innegabilmente un discorso legato alla misura, un conto è una serata con gli amici, un conto è il calcetto del mercoledì e un altro è passare due o tre sere a settimana fuori di casa a farsi gli affari propri e non mi riferisco certo al lavoro.
        Sul numero dei figli non mi trovi molto d’ accordo, ho amici alla soglia dei cinquanta che escono e fanno tardi un giorno si e l’ altro pure con tre figli a casa e conosco gente che ha adottato un cane e quindi non esce più di casa. Anzi volendo allargare il discorso penso che anche l’ età sia un fattore relativamente discutibile, a dirla tutta conosco gente di trent’ anni che è vecchia dentro… con o senza figli.
        L’ argomento come già detto è tutt’ altro che semplice, le variabili sono tante, l’ età. le esperienze personali, (forse) il numero di figli, ecco perché il dibattito è così vario e interessante, fermo restando che in questo come in tanti casi quando si parla di paternità non esiste giusto o sbagliato ma tante sfumature diverse e ugualmente interessanti.
        Grazie ancora Fabrizio e a presto!

  2. Ciao! Come dici tu, è bello cambiare i pannolini ma è ancora più bello poter crescere insieme, anno dopo anno.
    La vita di noi papà è sempre un continuo divenire. Elasticità, pazienza e tutti i sinonimi da mettere nel calderone sono davvero importanti per non esplodere.
    Ciao e buona giornata

    Sim di Strapapaordinario

    • Ciao Simone, voglio raccontarti un episodio di ormai qualche anno fa, riguarda una mamma però ricordo bene che mi rimase impresso e probabilmente solo ora ne capisco il vero senso. Una sera ci vediamo con questa coppia che aveva una bambina di un anno e mezzo o forse qualcosa di più e come (a volte) si usa fra genitori si parlava di un eventuale bis, di un fratellino o una sorellina, ricordo che la mamma fu estremamente decisa nella risposta: “Non posso neanche pensare di avere un altro figlio e quindi togliere del tempo al rapporto con mia figlia…” Ricordo che ci rimasi un po’ male sul momento ma in seguito cercai di vedere oltre le mie opinioni e qualche mese fa un amico, invitato a cena, mi chiese, proprio mentre stavo cambiando Sole, se non avevo voglia di avere un altro figlio/a, ricordo che sospirai e risposi: “Sono stufo di cambiare pannolini”.
      Ovviamente i pannolini in se non c’ entrano niente, era un modo stringato per dire quello che la madre di cui sopra aveva esposto in tutta onestà e con molta lucidità.
      Ciao Simone e grazie ancora!

  3. Pingback: ASCOLTARE LA NECESSITÀ DI ESSERE SE STESSI

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