La bicicletta… secondo Alma

C’ era una volta una bambina che un bel giorno andò al parco con la sua bicicletta con le rotelle, ad un certo punto però, forse perché aveva visto altri bambini con bici senza rotelle, forse perché si era stufata o semplicemente perché si sentiva grande, sta di fatto che di punto in bianco chiese alla nonna di levare le rotelle. Una volta tolte è salita sulla sua biciclettina rosa e ha cominciato a viaggiare come una scheggia, senza timori o indecisioni, dritta come un fuso ma pronta a frenare all’ occorrenza. Questa bambina è mia figlia, Alma.

Si lo so, nell’ immaginario collettivo, soprattutto in quello dei papà, le cose vanno diversamente, piano piano, prima si toglie una rotella, poi l’ altra, no aspetta, meglio tutte e due insieme perchè altrimenti è peggio… Poi bisogna accompagnarla, tenere la sella da dietro, senza però sorreggerla troppo, si insomma, ne troppo ne troppo poco… E forse è il caso di prenderle il casco, le polsiere, i parastinchi, le imbottiture e già che ci siamo anche il giubbotto di salvataggio con air-bag incorporato! Le cadute, le sbucciature, la pazienza e un tutorial su you tube non ce lo vogliamo guardare? Che poi alla fine la bicicletta è la vera e unica metafora della vita, se vuoi andare avanti devi pedalare, se non pedali sei destinato a stare fermo…

Ecco, niente di più falso, una volta di più mia figlia mi ha insegnato ad andare oltre i luoghi comuni, al di là della mia immaginazione! La verità è che sono molto contento, sono contento per Alma, sono contento perché non mi sono dovuto sorbire tutta la pantomima dell’ insegnamento (magari contro-la-sua-voglia) e sono contento perché Alma ha dimostrato una volta di più indipendenza e tenacia, BRAVA Alma!

La strada è ovviamente ancora lunga, verranno le cadute (già ci sono state), i graffi e i lividi ma vedo con piacere che la ragazza non si ferma davanti a niente anzi, temo andrà tenuta d’ occhio! Non contenta infatti ieri ha voluto raddoppiare, siamo passati al mercatino domenicale sotto casa e in una bancarella era presente un piccolo skateboard che ha subito catturato l’ attenzione di Alma, dapprima l’ ha guardato e poi ha cominciato prima a metterci un piedino sopra, poi un altro e alla fine ha preso la rincorsa e ci è saltata sopra a piè pari, la tavola è schizzata via e Lei è caduta rovinosamente, una volta atterrata sulle chiappette e passato un momento di smarrimento mi guarda ed esclama: “Me lo compri papà?”

Ecco, mia figlia!

4 thoughts on “La bicicletta… secondo Alma

  1. Che bel racconto. Le mie tra bici, roller, monopattini, skateboard sono esperte di cadute, sbucciature, lividi e chi più ne ha più ne metta. Ed è bello vedere che anche dopo una caduta sono pronte a rialzarsi e riprovare. Ognuna con il proprio metodo. Chi più cauta, chi più scavezzacollo :-). L’importante sempre il caschetto. Sabato anche io sono stato sorpreso da 2013. Siamo andati nel bosco con le bici e seguendo 2010 (la scavezza collo) giù per un sentiero è caduta sbucciandosi il ginocchio. Pianti, urla ma poi ancora in bicicletta. Senza dimenticare che qualche settimana fa giù per una discesa in ciclabile ha perso il controllo (sai doveva pedalare anche in discesa) ed è planata di faccia (un paio di occhiali distrutti, ma grazie al caschetto solo un piccolo graffio). Nonostante le cadute lei risale sempre sulla bici. Riuscire a rialzarsi dopo una caduta e riprovare con ancora più entusiasmo è sicuramente una cosa molto positiva anche un domani quando saranno grandi. L’unico aspetto negativo per noi genitori è che non è facile vederle …… cadere…….
    Un caro saluto
    Lorenzo

    • Ciao Lorenzo, grazie a te per la testimonianza sempre preziosa oltre che simpatica. Hai perfettamente ragione, è bello vederle così vitali nonostante i rischi del mestiere!
      Saluti
      Luca

  2. Ciao Luca, ammirare le evoluzioni dei propri figli è sempre un piacere anche se ti fanno venire il magone. Come tutti i papà e , quindi, d’accordissimo anche con Lorenzo, il caschetto va sempre indossato e se si può le protezioni alle ginocchia. La cosa belle è vedere come si muovono con naturalezza, tenacia ed entusiasmo in mondi che sono a loro ancora un territorio inesplorato. Dei miei il più grande (Paraventolo) ha fatto più o meno come Alma, ma l’anno prima si è allenato con le bici senza pedali. Adesso chi lo ferma più!
    Un saluto

  3. Ciao Simone, si tra l’ altro a proposito di magone c’ è il discorso che adesso appena la perdo di vista (e con due bambine è praticamente scontato che una la perdi di vista), Alma potrebbe essere ovunque! Poi la vedi e tutto passa… che bei momenti!
    Saluti.

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