La bambina e la pozzanghera

Cosa potrà mai fare una bambina di tre anni di fronte ad una pozzanghera? Attenzione alla risposta, tutt’ altro che scontata. Perché è facile farsi prendere dall’ entusiasmo: “Che domande, una bambina che vede una pozzanghera ci si fionderà dentro…” oppure all’ opposto: “Quando ci sono le pozzanghere diventa un’ agonia uscire perché vuole entrare in ogni pozzanghera e così si sporca”. continua…

Report gennaio

PicsArt_01-29-02.56.48L’ ultimo mese è stato caratterizzato dalla varicella, ma a parte questo devo dire che, dal punto di vista medico, quest’ anno non ci possiamo certo lamentare. Si, lo so, è ancora presto per parlare ma nel frattempo io mi sto interrogando sui motivi di tale benessere, diciamo che a fine inverno trarrò le mie conclusioni e scriverò in merito.

In fatto di progressi comunque, direi essere stato un mese molto intenso, prima di tutto voglio segnalare che Alma ha preso la patente con il monopattino e scheggia che è una meraviglia! Confermando la mia teoria che i bambini non progrediscono piano piano ma crescono per “strappi”, fino a qualche settimana fa il monopattino era un oggetto misterioso, da portare al parco e abbandonare a papà dopo pochi minuti nella migliore delle ipotesi, oggi è un mezzo di trasporto a tutti gli effetti… in mano a una spericolata! continua…

Varicella 2… e anche 3!

belushiUno dei miei personaggi pubblici preferiti, se non il mio  N.1 in assoluto è l’ attore, cantante, artista John Belushi, detentore ancora oggi di un particolare primato, essere contemporaneamente in cima a tre clasifiche, come protagonista del film The Blues Brothers, come cantante della band omonima e protagonista del principale show televisivo dell’ epoca (1980). Fra le frasi più famosi del buon Belushi probabilmente la più citata rimane quella di Bluto in Animal House (altro film-culto), quando, verso la fine del film, recita la battuta entrata nella leggenda: “Quando il gioco si fa duro… i duri cominciano a giocare!” continua…

Chiedi a papà

chiedi_a_papaChiedi a papà, il nuovo reality di Rai Tre (nato da un’ idea di Francesco Uccello), che racconta le avventure di due padri di famiglia per puntata lasciati abbandonati dalle rispettive mogli per una breve vacanza. Ce la faranno i nostri eroi a sopravvivere?

Questo il canovaccio del programma in onda sulla terza rete Rai tutti i venerdì alle 23:00. Comincio col dire che io di televisione non ne guardo, un po’ per scelta, un po’ per impossibilità, ma per questo nuovo programma ho fatto una piacevole eccezione. L’ idea mi è piaciuta, per qualche settimana ho anche pensato di iscrivermi alle selezioni, salvo poi abbandonare l’ idea data la tenera età di Sole. Il mio commento dopo aver visto la prima puntata è molto positivo, nella misura in cui si parla, finalmente, di padri come tali e non come oggetti misteriosi o animali rari, no, siamo tanti, facciamo il nostro, magari abbiamo un altro “metodo”, ma di certo non ci tiriamo indietro. Continue reading

La trasferta

bambina-valigiaCome passa il tempo, un giorno sei li ad aiutarle nei primi passi e il giorno seguente ti salutano e vanno per la loro strada…

Scherzo, però Alma ieri ha trascorso la sua prima notte lontano da noi, è andata a dormire dagli zii e da suo cugino Mattia. La cosa bolliva in pentola da un po’, noi ne avremmo fatto anche a meno ma le insistenze dello zio hanno prevalso (in sintesi direi “preso per sfinimento…”). Le ragioni della mia, della nostra titubanza erano molto semplici, tornare a casa e non trovarci una delle mie figlie di quasi tre anni mi riporta alla mente la parte più drammatica della mia vita ma a quanto pare quando il buon Dio distribuiva il tatto qualcuno era in fila e qualcun’ altro… continua…